top of page

Phuket non è solo turismo sessuale, ma anche quello!

Prima e durante il nostro soggiorno a Phuket, in molti mi hanno consigliato di scegliere un'altra meta, dicendomi che il mare non fosse così bello, che Patong beach fosse un bordello a cielo aperto e che il turismo di massa avesse ormai da anni stravolto il carattere culturale del posto. In effetti, quando ho percorso i miei primi passi dall'hotel alla spiaggia e subito dopo ci siamo spinti per un centinaio di metri lungo la via principale, mi sono detta che avevo fatto proprio una bella cavolata e che 5 gg qui sarebbero stati lunghi da far passare. Esattamente come mi era stato preannunciato da un reel di instagram di non so chi, non sono serviti neanche 5 minuti con i piedi sulla sabbia, che sia io che fabio ci siamo riempiti di bolle urticanti, che ancora oggi ci danno prurito. Per fortuna che la spiaggia ci sia sembrata così un letamaio che siamo subito andati via, altrimenti ci avrebbero di sicuro ricoverato per intossicazione da puzze varie e shock anafilattico da punture di insetti.

Non che il marciapiede fatiscente della via principale fosse meglio: orde di turisti sudati e qualcuno anche puzzolente da schivare come la peste, che avremmo potuto prenderci se solo fossimo inciampati in un di quei ferri arrugginiti lasciati lì da chissà quanto per lavori stradali mai finiti.

Insomma, il primo impatto con Phuket è stato "stavolta ho toppato" e pure il secondo, quando di sera abbiamo fatto il nostro primo vero giro in città, è continuato ad essere in pieno mood "mo che cazzo mi invento". Ma con Fabio non si molla mai, anzi è lui a non mollare mai. Lui e il suo perpetuo ottimismo e la sua naturale capacità di aggiustarsi la vita in base alle sue comodità. Così la mattina seguente abbiamo affittato un motorino e cercato su internet una spiaggia meno turistica, tanto che per accedervi abbiamo dovuto scendere dalle pendici di una collina, percorrendo acciottolamenti e dislivelli nel pieno della giungla di mangrovie e palme selvatiche. Per fortuna che durante il tragitto abbiamo conosciuto una coppia di veterani della Thailandia, perché non solo abbiamo condiviso con loro le fatiche del percorso fino alla spiaggia e affrontato poi il pericolo della risalita a bordo di un trattore modificato, ma ci hanno raccontato di spiagge bellissime che nei giorni seguenti abbiamo esplorato, di ristoranti particolari da provare, della vita dei locals che ci ha aperto una nuova prospettiva con la quale viverci quest'isola. E siamo così arrivati all'ultimo giorno scoprendo una cucina diversa dal resto del Paese, uno dei mari più belli trovati all'estero e una vita all'insegna del relax, in netto contrasto rispetto a quanto avevamo paventato il primo giorno, specialmente mentre percorrevamo per la prima volta la famosa Balngla Road, dove i "butta dentro" dei tantissimi locali sexy disseminati lungo la via ti fanno placcaggio spinto per convincerti ad entrare, proponendoti un menu prestazionale, dove il ping pong pussy va per la maggiore. Cosa che, devo ammettere, se avessimo avuto qualche giorno in più, sono certa avrei trovato il coraggio di scoprire con i miei occhi, perché sarà pure considerato turismo sessuale, ma io chi sono se non una turista curiosa come tutti gli altri??

Commenti


vietnam

Iscriviti alla Newsletter

bottom of page