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Anche in Islanda non tutte le persone hanno gli stessi diritti

Avviso agli utenti: le parole che seguono potrebbero urtare la sensibilità di alcuni. 

Il discorso, totalmente politicamente scorretto, potrebbe essere senz'altro più articolato di quanto ho io capacità esplicative e di pensiero, ma più o meno recita così.

L'Islanda è un paese assolutamente avanguardistico in merito ai diritti delle persone LGBTQIA+ e tutti gli acronimo che si aggiungeranno ancora nel tempo per comprendere tutti. Mi piacerebbe, per esempio, che un giorno tra questi acronimi possa essere considerata anch'io, magari con una bella E di Eterosessuale, ma se parto da qua il discorso si fa ancora più lungo, quindi lascio al buon senso dell'attuale comunità una riflessione a riguardo. Tornando a noi, o meglio all'avanguardismo islandese, questo è stato il primo paese che nel 2009 ha eletto come capo di governo una donna apertamente omosessuale. Roba che da noi per veder eletta una donna, figuriamoci se fosse stata anche omosessuale, ci abbiamo messo ben 13 anni di più. Ad ogni modo, l'anno dopo l'elezione di Jóhanna Sigurðardóttir, il governo ha approvato una legge per riconoscere l'unione tra due individui, di fatto legalizzando così il matrimonio egualitario.

Ripeto e scandisco meglio: matrimonio tra individui, senza distinzione di qualsivoglia cosa, che sia di genere, sesso, età, razza e quanto altro. Ma non tra parenti. Nell'avanguardistica Islanda, ad oggi, quindi, chiunque può sposarsi, ma non cugini, o peggio ancora - grandissimo incesto - sorelle e fratelli.

La legge islandese, come quella di molti altri paesi, ovviamente compreso il nostro (noi, figuriamoci, siamo ancora all'epoca delle unioni civili) vieta il matrimonio tra consanguinei in linea retta e tra fratelli e sorelle, sia germani (stessi genitori) che consanguinei (stesso padre o madre), per tutelare "la salute pubblica e la moralità, impedendo matrimoni che potrebbero comportare rischi genetici o problemi di ordine sociale", così recita la legge. 

Ora, che si voglia tutelare la salute pubblica lo capisco bene: qua già sono pochi e si riproducono ancora meno, non possono anche rischiare di avere una popolazione ad elevato tasso di malattie genetiche.

Ma la moralità e i problemi di ordine sociale, perché?

La legge, anche qui, non è uguale per tutti: i consanguinei non hanno gli stessi diritti in caso di innamoramento. Eppure qua si sono abbattuti da un pezzo i muri della morale, del pensiero sociale bigotto, della libertà ed ugualità, ma evidentemente non per la "fraternità". Quella, anche qui, è ancora  considerata incesto, tanto che una delle app più scaricate dagli islandesi è ÍslendingaApp, originariamente creata per tracciare la genealogia della popolazione, ma in realtà usata tra i giovani per capire sin dai primi approcci amorosi se si ha qualche grado di parentela, che renderebbe quindi incestuosa la relazione.

Bisogna pensare che gli islandesi sono proprio pochi e la maggior parte delle comunità dislocate sul territorio, non solo sono tanto distanti tra loro da impedirne i contatti, ma sono anche poco popolose. La probabilità di innamorarsi del proprio vicino di casa è praticamente certa ed il rischio che questo possa essere un cugino lo è altrettanto. E allora, invece di studiare una legge che possa permettere veramente di innamorarsi di chiunque, anche del proprio parente (magari impedendo la procreazione diretta, ma favorendo in tal caso l'adozione, che qui già dal 2006 è consentita anche tra individui dello stesso sesso, come anche la Fivet), gli islandesi, che sono proprio avanti, l'incesto hanno deciso di prevenirlo, come fosse proprio una malattia - come del resto un tempo era considerata l'omosessualità - con un'app che ti avvisa se quella persona di cui stai per innamorarti è un tuo parente, ossia se stai per commettere reato, oppure se il tuo è un amore consentito dalla legge.

L'Islanda si affida, quindi, ad un'app per salvaguardare la moralità e l'ordine sociale. Una moralità che è stata abbattuta per alcuni e per alcune credenze, ma non per tutti. 

Chissà quindi che un giorno, oltre alla E per comprendere anche me eterosessuale, non si possa leggere in quel lungo, ma non omnicomprensivo, acronimo LGBTQIA+ anche una bella P per far sentire accettati anche tutti i Parenti innamorati tra loro, ad oggi considerati incestuosi, e quindi fuori legge.

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