Cambiamento climatico? Non in Islanda!
- Giulia Morezzi
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- 15 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Dell'Islanda si sa poco o nulla. Ma non è che non lo sappiamo noi. Non sanno niente manco loro. E nemmeno i geologi, gli speleologi e gli scienziati. Loro lanciano teorie, che alla fine sono solo ipotesi.
Come quella dei romani, di cui qua sono state ritrovate monete, ma che non si sa se in effetti siano stati proprio loro a colonizzare il territorio, o se qualche postumo, tipo i vichinghi, ce le abbia portate. O come quella dei monaci irlandesi, di cui uno studioso del XII ne ha scritto della presenza per delle campane che a quanto pare sarebbero dovute esserne la prova, ma che nessuno qui ha mai ritrovato.
Stando alle teorie, quindi, l'Islanda è una terra giovane, formatasi solo 20 milioni di anni fa, a causa delle attività vulcaniche: il magma raffreddato è emerso dall'oceano ed ecco che si sono formate le montagne, i sandur, e tutte le cose di colore nero che adesso caratterizzano il terreno islandese. Ovunque qua è nero e se non è nero, è colore muschio che si forma sopra le sedimenti laviche, o di colore grigio della ghiaia formatasi da erosione di acqua e vento, sempre delle cose nere fuoriuscite dai vulcani. Per capirci, qui pure il ghiacciaio è di colore nero ed è per questo che ancora si salva: la fuliggine lavica depositata sopra la superficie del ghiaccio lo protegge dai raggi solari e ne rallenta lo scioglimento. Anche se, dopo aver percorso chilometri con ramponi ai piedi e aver rischiato la morte nei crepacci, a me pure questa sembra più un'ipotesi, che una teoria. La verità è che qua il sole non lo vedono neanche quando l'asse terrestre ci punta dritto dalla parte del polo nord. Un raggio di luce che spunta fuori dalle nuvole viene festeggiato con birre ai tavolini dei bar, come noi ci lanciamo con i bob dal K2 quando nevica a Roma. Altro che fuliggine nera che salva il ghiacciaio dal cambiamento climatico. Qui del riscaldamento terrestre non se ne corre proprio il rischio. Il vento che tira da far sembrare la bora di Trieste una leggera brezza marina e le nuvole a cappello su tutta l'isola sono l'assicurazione islandese affinché Greta Thumberg non sentirà mai l'esigenza di affacciarsi da queste parti per fare i suoi proclami climatici!















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